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Sostenibilità praticabile: quando etica e profitto coesistono

I consumatori sono sempre più coinvolti dal tema della sostenibilità. Considerando questo trend, le aziende che non affronteranno la questione nel modo e nei tempi giusti corrono il rischio di essere spinte nell'ombra dalla concorrenza più lungimirante. Per questo abbiamo deciso di dedicare questo articolo al tema della “sostenibilità fattibile” vista come indispensabile strumento per il business.

 

Alla luce della crescente popolarità dei prodotti ecosostenibili, molti produttori e rivenditori sono ansiosi di includere la sostenibilità tra le proprie priorità e nei codici etici aziendali. Nonostante questo, al momento di passare all'azione la maggior parte dei manager continua a dare priorità al profitto. Se da una parte è pur vero che un buon numero di acquirenti non è ancora pronto a sostenere economicamente le proprie nobili affermazioni, c'è da considerare il fatto che consumatori e governi sono pronti a serrare i ranghi e mettere sotto scrutinio l'impatto ambientale delle maggiori industrie.

 

In uno scenario che cambia a gran rapidità, le aziende devono essere preparate ad adeguarsi con prontezza a politiche governative sempre più stringenti. Allo stesso tempo, però, le stesse imprese debbono restare al passo con il crescente livello di consapevolezza dei consumatori. Sfortunatamente, il raggiungimento della sostenibilità sembra essere tutto sulle spalle delle compagnie: anche se una buona fetta di mercato afferma di avere a cuore la sostenibilità, soltanto una piccola parte di consumatori è attualmente pronta a pagare un prezzo più alto per avere prodotti realmente sostenibili.

 

Dal momento che la maggioranza dei compratori si aspetta che i maggiori costi di produzione legati ai prodotti “green” vengano assorbiti da produttori e rivenditori, le aziende devono trovare il modo di ridurre la differenza di costo senza addebitarla ai consumatori. Circa dieci anni fa Marks & Spencer, per esempio, iniziò ad implementare nuove strategie volte a raggiungere una maggiore sostenibilità e, allo stesso tempo, a tagliare i costi preesistenti. Come risultato l'azienda scoprì nuove modalità per risparmiare su acqua, energia, carburante e spese legate allo smaltimento dei rifiuti – decisamente una soluzione d'oro su tutti i fronti.

 

Contenendo i costi lungo l'intera catena di approvvigionamento, ogni compagnia può raggiungere un buon livello di sostenibilità senza doversi preoccupare di considerevoli impatti sui margini di profitto. In questo scenario, la sostenibilità diventa un obiettivo (relativamente) semplice da raggiungere e si rivela capace di attrarre l'attenzione di un'interessante fetta di mercato. In più, di pari passo con la crescita di domanda legata ai beni sostenibili, la sostenibilità può trasformarsi in un'importante selling proposition capace di catturare l'attenzione dei consumatori e trasformarli in clienti fidelizzati.

 

Guardando oltre i margini di profitto a breve termine, la sostenibilità si rivela un'incredibile opportunità di elevare il profilo del marchio ed espandere il mercato di riferimento: se i consumatori considerano la sostenibilità come “una cosa giusta”, nel momento in cui la riconosceranno anche come un'opzione economicamente raggiungibile saranno pronti a compiere decisioni d'acquisto coerenti con i propri valori. Se tra un prodotto “green” e la sua (eticamente meno valida) controparte non c'è una rilevante differenza in termini di costo, chi rinuncerebbe al piacere di fare “la cosa giusta”?