Quanto conta la tracciabilità?

Cos’è la tracciabilità

È la capacità di identificare e tracciare la storia, la distribuzione, l’ubicazione e l’applicazione di prodotti, parti e materiali, dall’approvvigionamento alla produzione, al consumo ed allo smaltimento: “QUANDO e DOVE un bene è stato prodotto e da CHI”.

Se volessimo avere una visione d’insieme riguardo la tracciabilità, collegandola alle pratiche di sostenibilità, aggiungeremo, alla definizione di cui sopra: “per garantire l’affidabilità delle indicazioni di sostenibilità rispetto ai diritti umani, al lavoro (compresi salute e sicurezza), all’ambiente ed alle norme di anticorruzione ”

La tracciabilità deve essere considerata il motore per stabilire e sviluppare una filiera produttiva più sostenibile, coinvolgendo tutti gli attori nel migliorare le loro politiche di approvvigionamento integrando nei loro sistemi di gestione della filiera gli Obiettivi di sviluppo standard (SDG) promossi dal Global Compact delle Nazioni Unite (1)

 

Storia

Tracciare beni e merci è una pratica che potremmo far risalire all’inizio della storia dell’umanità.

Inizialmente, era stata utilizzata per identificare la proprietà degli animali vivi mediante la marcatura dei corpi (circa 3.800 anni fa, come indicato nei Codici di Hammurabi). (2)

Nel XIII secolo, il re d’Inghilterra aveva trovato un modo per identificare univocamente ed in modo certo i cigni appartenenti alla Corona, lasciati liberi lungo il Tamigi.

Successivamente, la tracciabilità su animali vivi ed i prodotti da loro derivati, iniziarono a servire per uno scopo legato alla salute: nel XVII secolo si iniziò a tracciare i prodotti animali  apponendo un marchio indelebile e allegando una rigorosa certificazione sanitaria legata in modo univoca alla marchiatura (un marchio/un certificato).

Lo scopo principale era quello di monitorare attentamente tutti i prodotti di origine animale durante i periodi delle grandi epidemie.

Già nel 1930, la tracciabilità iniziò a essere utilizzata non solo per dimostrare la proprietà di animali vivi a fini commerciali o strettamente correlata a motivi di “sicurezza” alimentare: alcuni paesi europei volevano dimostrare l’origine dei loro prodotti di alta qualità come lo champagne francese.

 

Oggi, oltre alla sicurezza alimentare, i consumatori, le ONG, i governi, i fornitori e gli acquirenti richiedono sempre più informazioni sulle origini dei prodotti acquistati e dei materiali che li compongono, sulle condizioni lavorative delle fabbriche dove sono stati prodotti, come sono stati trasportati lungo tutta la filiera del valore.

Con l’aumento della domanda di prodotti organici, commercio equo e solidale, di prodotti e materiali rispettosi dell’ambiente, sono stati sviluppati sistemi di tracciabilità evoluti, supportati da tecnologie innovative per soddisfare le esigenze delle parti interessate.

 

Mentre la tracciabilità nel contesto dei prodotti alimentari è principalmente un mezzo per confermare la sicurezza ed il rispetto delle norme a tutela della salute e le restrizioni dietetiche (con particolare attenzione alle preoccupazioni sul benessere degli animali), nella filiera della Moda, la tracciabilità è utilizzata per comunicare TRASPARENZA:

 

  1. Informare i clienti sull’impatto ambientale dei prodotti e del processo produttivo e delle condizioni di lavoro nelle rispettive filiere.  Tracciare tutti i prodotti e certificarne la trasparenza all’interno delle supply chain potrebbe essere utile sia per aumentare la domanda di prodotti realizzati responsabilmente, che per rendere meno appetibili prodotti fabbricati in condizioni meno consone. (3)

 

  1. Consentire alle filiere  l’accesso a dati affidabili e completi riguardo le loro attività commerciali ed il loro impatto ambientale e sociale. Una volta che queste informazioni saranno state tracciate e rese disponibili ai Brands, la trasparenza consentirà a tutti gli stakeholders di avere accesso a quelle informazioni necessarie a prendere decisioni informate. Sia la trasparenza che la tracciabilità supportano la visibilità all’interno delle catene di valore della moda e quindi contribuiscono a creare fiducia tra le parti interessate.

 

Tracciabilità e SDG

L’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, adottata da tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite nel 2015, fornisce un modello condiviso per la pace e la prosperità per le persone ed il pianeta, ora e nel futuro. 

Al centro ci sono i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS, in inglese SDG – sustainable development goals -), che sono un invito urgente all’azione da parte di tutti i paesi – sviluppati e in via di sviluppo – in un partenariato globale.

Riconoscono che porre fine alla povertà e ad altre privazioni devono andare di pari passo con strategie che migliorano la salute e l’istruzione, riducono le disuguaglianze e stimolano la crescita economica, il tutto affrontando i cambiamenti climatici e lavorando per preservare i nostri oceani e foreste.(4)

L’obbiettivo di sviluppo sostenibile n. 12 (SDG12) richiede una profonda trasformazione del business verso consumi e produzioni sostenibili.

Ciò coinvolge l’intera value chain dalla materia prima al consumatore, sia a livello globale che locale.

L’obiettivo 12.8 identifica in modo specifico la necessità che le persone di tutto il mondo “abbiano le informazioni e la consapevolezza pertinenti per lo sviluppo sostenibile e gli stili di vita in armonia con la natura”.

Per consentire questo spostamento, i professionisti del settore e gli accademici hanno riconosciuto la tracciabilità come il primo passo necessario per un processo decisionale informato. (5)

 

1  The 2030 Agenda for Sustainable Development, 2015
  2 “A History of the traceability of animals and animal products”, Blancou J., Rev Sci Tech. 2001 Aug20
3 Joy Annamma, Camilo Peña, 2017, Chapter “Sustainability and the Fashion Industry: Conceptualizing Nature and Traceability” from “Sustainability in Fashion: A Cradle to Upcycle Approach”
4 UN SDG Knowledge Platform
5 Natalia Papu Carrone, 2020, “Traceability and Transparency: A Way Forward for SDG 12 in the Textile and Clothing Industry”