L’etica nel 21° secolo

La moda è sempre stata una forma di espressione e creatività, definendo chi siamo e chi vogliamo essere indossando i giusti capi, nelle occasioni importanti ma anche nella quotidianità. 

Da tempo è emerso, però, il suo lato oscuro, portando alla luce tutte quelle pratiche “cattive” diffuse ai danni della natura e dei lavoratori.

Negli ultimi anni si è sviluppato un movimento e un processo di promozione che rivendica una moda più etica e sostenibile, prestando particolare attenzione:

 

Ma che cosa significa “Etica”?

 

E’ una parola che viene usata spesso, soprattutto recentemente, accostata, il più delle volte, alla parola sostenibilità

Lo sostenibilità riguarda l’ambito ambientale, economico e sociale, in modo interconnesso e interdipendente.

E’ un approccio di lungo periodo, adottato dalle aziende, allo sviluppo sostenibile del design dei prodotti, della loro produzione e del relativo consumo.  

Con il decreto 152/2006 la definizione di sostenibilità è diventata disposizione normativa:

“Si definisce sostenibile lo sviluppo idoneo a soddisfare le necessità della generazione presente senza compromettere la capacità di quelle future di rispondere alle loro.”

Con Etica, invece, ci riferiamo più largamente ai concetti di bene e male.

L’etica è sia un insieme di valori e norme che regolano il comportamento pratico dell’uomo in relazione agli altri sia un criterio che permette all’uomo di giudicare i propri e altrui comportamenti distinguendo quelli buoni, giusti e leciti, rispetto a quelli considerati cattivi, ingiusti e illeciti.

 

L’etica applicata

 

Il concetto di etica è stato al centro di grandi riflessioni sin dall’epoca antica, basti pensare ai grandi filosofi greci come Socrate, Platone, Aristotele e al grande pensatore cinese Confucio, promotore di tale principio in Oriente.

Verso la fine del 20° secolo e l’inizio del 21° secolo si afferma l’esigenza che la riflessione etica offra suggerimenti utili per risolvere i nuovi problemi morali dovuti alle grandi trasformazioni che gli sviluppi della ricerca scientifica e della tecnologia hanno prodotto nelle società occidentali.

Sono nate nuove questioni che si interrogano sulle conseguenze più o meno negative dello sviluppo tecnologico sulle relazioni tra uomo e ambiente naturale e sono state elaborate teorie che pongono un limite a una condotta irresponsabile nei confronti delle risorse limitate a disposizione della Terra.

Nell’ultimo secolo l’etica ha portato anche alla complessa discussione sugli intrecci tra moralità e decisioni economiche nell’ambito dell’organizzazione delle imprese impegnate nelle attività produttive.

In questo periodo storico si evidenzia, quindi, non solo una profonda e persistente crisi economica, ma anche una crisi sociale, dove regnano le disuguaglianze, l’individualismo a discapito delle relazioni sociali, venendo meno a quel senso di appartenenza ad una comunità, che non è quella nazionale/locale bensì il mondo intero. 

Si può concludere affermando che la crescente attenzione che le aziende stanno dando al tema della sostenibilità, ha portato alla luce il bisogno e il dovere di cercare un bene comune, riscoprendo un senso di responsabilità che l’uomo ha nei confronti del pianete in cui vive e nei confronti delle persone con cui si relaziona. 

Un senso di responsabilità che si appella non solo alle generazioni presenti ma anche a quelle future.

Accanto al senso di responsabilità, c’è un altro principio guida, quello della partecipazione, poichè la sostenibilità e il perseguimento del bene coinvolgono tutti indistintamente, i cittadini, il settore pubblico e quello privato.

Nel prossimo articolo si parlerà di etica applicata per passare dalle parole ai fatti

 
https://dirigentindustria.it/notizie/energia-ed-ecologia/la-sostenibilita-e-l-etica-un-binomio-inscindibile.html
https://it.wikipedia.org/wiki/Etica
Economia e sostenibilità, verso una nuova etica? Matteo Mascia, coordinatore del progetto Etica e politiche ambientali, Fondazione Lanza.
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