“Non ci resta molto tempo” – Kering promuove la moda sostenibile

Kering promuove la moda sostenibile

L’anno scorso Kering è stata nominata azienda più sostenibile al mondo nel settore tessile, abbigliamento e lusso (Corporate Knights’ Global 100 Index). La strategia del gruppo per il 2025 ruota intorno a tre concetti chiave: “cura, collaborazione, creazione”.

In questo articolo ci concentreremo sulla visione di Marie Claire Daveu, funzionario per la sostenibilità di Kering.

Se vuoi scoprire di più sullo strumento Environmental Profit & Loss ideato dall’azienda, ti invitiamo a leggere il nostro articolo a riguardo.

Prima di entrare in Kering (nel 2012), Daveu era un funzionario pubblico impegnato nella gestione di questioni relative all’agricoltura e all’ambiente. Nonostante il suo background non avesse niente in comune con il settore del lusso, Daveu ha accettato la sfida con ardore e competenza, arrivando a concepire e implementare procedure assolutamente efficaci.

Parlando delle differenti aree che vivacizzano il mercato, Daveu afferma che nel complesso si tratta di segmenti molto meno divergenti di quanto possano sembrare.

La specialista ci spiega che i consumatori hanno originariamente iniziato a preoccuparsi della sostenibilità in relazione al cibo, perché la collegavano istintivamente a concetti come salute e benessere. Allo stesso modo, l’industria automobilistica ha iniziato ad essere sotto esame nel momento in cui le sue performance sono state messe in relazione con la sicurezza personale e altre questioni legate alla salute.

Di conseguenza, secondo Daveu la più grande sfida della moda sostenibile è trovare il modo di instillare nei consumatori lo stesso “senso del dovere”.

Come rappresentante di Kering, in qualità di Chief Sustainability Officer e capo del dipartimento degli affari istituzionali a livello internazionale, Daveu sottolinea che è necessario cambiare il modo in cui le aziende parlano della qualità dei propri prodotti.

Secondo la specialista, infatti, attualmente siamo troppo concentrati sul “savoir faire”, il “saper fare”, e troppo poco sul “savoir être” – il modo in cui dovremmo essere e comportarci.

Non è più (soltanto) questione di retaggio, qualità e stile: dobbiamo imparare a comunicare il nostro impegno verso la sostenibilità come un modo scrupoloso di pensare il prodotto ancora prima di realizzarlo.

Il modo in cui un’azienda presta attenzione al pianeta e ai suoi abitanti è strettamente connesso alla qualità dei prodotti intesa come abilità di soddisfare un bisogno senza danneggiare l’ambiente in cui viviamo e gli altri esseri umani.

Di conseguenza, secondo Daveu, un’azienda può raggiungere la piena sostenibilità soltanto quando ogni livello sotto la sua amministrazione ha abbracciato il concetto come un’operazione onnicomprensiva, dall’alto verso il basso.

È necessario promuovere e facilitare nuove misure per la sostenibilità in ogni modo: ecco perché i top manager dovrebbero essere pronti a investire finanziariamente in modo coerente con le proprie affermazioni.

Tutto ciò può sembrare un processo difficile da affrontare, ma non dobbiamo lasciarci sopraffare: secondo Daveu, infatti, un futuro sostenibile può essere raggiunto anche attraverso piccoli passi proattivi.

Le pratiche per la sostenibilità debbono essere intessute nella supply chain dal reperimento delle materie prime ai processi produttivi, e ogni azienda deve trovare il sistema perfetto per ridurre il proprio impatto ambientale e soddisfare le proprie necessità.

La soluzione migliore, quindi, sembra essere quella di iniziare con piccoli progetti pilota potenzialmente scalabili, come ad esempio l’implementazione di processi di concia che non prevedono metalli pesanti, oppure il miglioramento delle policy aziendali riguardanti la tutela degli animali, la sicurezza dei lavoratori e il raggiungimento di un salario equo.

Per quanto riguarda il settore moda, Daveu sottolinea l’importanza del coinvolgimento dei designer lungo il viaggio verso la sostenibilità. La chiave per una transizione semplice ed efficiente, infatti, è formare adeguatamente tutte le persone coinvolte nella concezione e nella realizzazione di ogni prodotto – a partire dalle menti creative. Questo approccio concentrerà l’attenzione collettiva sull’impatto ambientale dell’azienda e fornirà le basi per l’implementazione di nuovi (e migliori) standard.

Riformulare il modus operandi aziendale è cruciale per l’impostazione di nuove buone pratiche, e si sta rivelando rapidamente una questione sostanziale. Come affermato da Daveu: “Non ci resta molto tempo per cambiare davvero il paradigma” – quindi faremmo meglio a iniziare a cercare quanto prima la nostra personale strada verso la sostenibilità.