Detox My Fashion: da sette anni Greenpeace purifica la moda

Sette anni fa Greenpeace ha invitato le industrie di moda di tutto il mondo a riconoscere le proprie responsabilità ambientali e assumersi l’impegno di cessare l’inquinamento dei corsi d’acqua dovuto allo smaltimento di rifiuti pericolosi. 80 compagnie hanno promesso di eliminare le sostanze in oggetto dalle proprie linee di produzione entro il 2020, e secondo un recente report di Greenpeace sembra che abbiano già raggiunto ottimi risultati.

 

Il documento, intitolato “Destinazione Zero” e pubblicato dalla sezione tedesca dell’associazione ambientalista, accende i riflettori sulle compagnie di fast-fashion, che si sono rivelate particolarmente virtuose. Tra queste possiamo trovare Inditex (Zara), H&M, Benetton e Fast Retailing. Sfortunatamente, soltanto due marchi del settore lusso (Burberry e Valentino) hanno preso parte alla missione di ridurre l’uso di sostanze chimiche pericolose per il nostro pianeta.

Anche se le compagnie che hanno aderito al progetto rappresentano soltanto il 15% dell’industria della moda globale, il report dedica comunque la giusta attenzione agli ottimi risultati raggiunti dall’inizio della campagna.

 

Per iniziare, tutte le compagnie che hanno aderito al progetto Detox stanno attualmente portando avanti l’eliminazione degli 11 gruppi di sostanze chimiche pericolose la cui esclusione è stata segnalata da Greenpeace come prioritaria, e il 72% dei marchi impegnati con Detox sta divulgando la loro lista di approvvigionamento fino al secondo e terzo livello di trattamento a umido, il passaggio in cui avvengono più spesso episodi di inquinamento. Inoltre, la stessa percentuale di imprese ha raggiunto un’eliminazione completa delle sostanze chimiche perfluorinate e polifluorinate (PFC) dai propri prodotti, mentre il 20% sta attualmente lavorando affinché sia possibile rimuoverle totalmente dalle proprie linee produttive.

 

Bunny McDiarmid, direttore esecutivo di Greenpeace International, ha affermato che la campagna Detox ha causato “un sostanziale cambio di paradigma nell’industria della moda”, e che le compagnie si stanno finalmente preoccupando “delle proprie realtà produttive e non solo dei propri prodotti”. Ciò non ostante, ci sono ancora molti obiettivi che non sono ancora stati raggiunti.

Mentre lo shopping online diventa sempre più diffuso, per esempio, la ricerca di articoli sempre più a basso prezzo diventa la norma: è così che i materiali di cattiva qualità finiscono con il contribuire alle tristemente note montagne di spazzatura, e le microplastiche presenti nei tessuti sintetici vanno ad aumentare l’inquinamento oceanico dovuto alle fibre.

 

Greenpeace crede che eliminare l’uso di sostanze chimiche pericolose sia un passaggio fondamentale verso l’economia circolare, perché eviterebbe il ricircolo “eterno” degli elementi tossici attraverso il riciclo dei materiali. Per lo stesso motivo alcune aziende attualmente coinvolte nel progetto Detox supportano con forza l’applicazione della dovuta diligenza, che renderebbe le società legalmente responsabili delle loro catene di approvvigionamento sparse in tutto il mondo.

A questo proposito, Kirsten Bodde, a capo della sezione tedesca del progetto Detox-my-fashion, afferma che mentre dovremmo tutti gioire per i progressi fatti dalle compagnie che hanno aderito al programma non dobbiamo comunque dimenticare che l’85% dell’industria tessile non sta ancora facendo abbastanza.

 

Ci sono ancora molte sfide da affrontare prima di poter considerare l’industria della moda come priva di sostanze tossiche, e il fatto che le catene di approvvigionamento globali siano così complesse e spesso internazionalizzate non renderà le cose semplici.

Ad ogni modo, la campagna Detox ci ha dimostrato che l’attivismo della moda può effettivamente funzionare, e che per essere efficace ha bisogno di una strategia sfaccettata: ricerca, campagne creative, petizioni, sostegno – dobbiamo investire su qualsiasi cosa sia capace di aumentare la consapevolezza, ma il fatto che la campagna abbia dato frutti positivi ci sta dando dimostrazione che possiamo davvero fare la differenza.

Se volete più informazioni sul progetto Detox My Fashion potete trovare il report completo cliccando qui.