Lab and best practices
Come abbracciare la Circular Economy – l'esperienza di The ID Factory

Ultimamente sentiamo molto parlare di Economia Circolare, ma che significa quest'espressione, e perché suscita tanto interesse? Qui da The ID Factory abbiamo trovato un modo di applicare i suoi principi al packaging, e ora vogliamo raccontare la nostra esperienza nella speranza di invogliare altre imprese a intraprendere progetti simili.

 

La Circular Economy (Economia Circolare) è un tentativo con forti basi teoriche di creare un nuovo modello economico nel quale le industrie producano il minimo impatto ambientale possibile. Secondo questo approccio, la sostenibilità è il risultato di una serie di buone pratiche che sfidano il tradizionale modello lineare in quattro tappe (estrazione delle risorse – trasformazione in prodotti – consumo – produzione di rifiuto) a favore di un ideale modello circolare.

Seguendo questa nuova modalità, ogni attività umana dovrebbe, alternativamente, essere ad impatto zero o essere capace di trasformare la sua impronta ecologica negativa in un input che possa tornare utile in altri contesti: secondo questa prospettiva, infatti, i rifiuti generati da certe attività umane possono diventare risorse preziose per portarne avanti altre.

 

L'Economia Circolare ci pone davanti sette punti chiavi: dare priorità alla risorse rigenerative, utilizzare la materia di scarto come risorsa, pensare al design in vista del futuro, estendere il ciclo vitale dei beni già esistenti, aumentare il joint value delle imprese, incorporare le tecnologie digitali e trovare alternative ai modelli di business correnti.

Questo approccio implica che anche le risorse rinnovabili e non tossiche debbano essere usate nel modo più efficiente, al fine di preservae l'ambiente e massimizzare l'efficienza energetica. I concetti di “rifiuto” o “scarto” così come li conosciamo non esistono più: attraverso il riutilizzo e il riciclo, i rifiuti vengono trasformati in risorse secondarie e lo scarto vero e proprio viene così minimizzato. Il viaggio di un materiale o di un prodotto non passa più “dalla culla alla morte”, ma “da una culla all'altra”.

 

Allo scopo di creare joint value in un contesto di Economia Circolare, le industrie devono lavorare insieme lungo l'intera catena di approvvigionamento. La cooperazione trans-settoriale può essere la chiave per implementare nuove forme di interdipendenza positiva – come accade, per esempio, quando i prodotti di scarto di un'impresa possono essere utilizzati differentemente per soddisfare le esigenze di un'altra attività.

 

L'esperienza di ID Factory ricade proprio in questa categoria.

Ogni mese evadiamo dozzine di spedizioni, e abbiamo trovato un modo di minimizzare la nostra impronta ecologica partendo proprio da questa situazione.

Qualche tempo fa abbiamo iniziato a raccogliere confezioni usate e a riutilizzarle: scatole di scarpe, confezioni di capsule di caffè... praticamente quasi ogni tipo di packaging inviato da clienti o fornitori, evitando in questo modo di immettere nel circuito altre scatole.

Per comunicare questa nostra scelta ai riceventi abbiamo deciso di usare uno speciale tipo di nastrocarta riciclabile, e speriamo in questo modo di fornire un esempio interessante e realizzabile di economia circolare su piccola scala.

 

La scelta che abbiamo fatto ci ha messi in grado di massimizzare il ciclo vitale di un prodotto (scatole e contenitori) che altrimenti era destinato a diventare rifiuto prima del tempo, addirittura dopo un singolo utilizzo. Ci è bastato applicare del nastro adesivo per ottenere scatole perfette allo scopo e pronte ad affrontare la loro seconda vita portando i nostri prodotti (sopratutto QR code) in giro per il mondo.

 

The ID Factory ha abbracciato l'Economia Circolare con entusiasmo, e siamo ansiosi di trovare nuove strade per rendere la nostra attività sempre più eco-friendly. Il nostro piccolo esperimento ha provato che non c'è bisogno di stravolgere le modalità di lavoro preesistenti per inserirsi in un nuovo approccio alla sostenibilità: può bastare un'analisi della propria impronta ecologica per trovare una strada (percorribile) capace di limitare l'impatto ambientale senza mettere a repentaglio la produttività aziendale.