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CITES – proteggere la natura e il commercio equo

 

L'acronimo CITES è un termine ricorrente quando si parla di manifattura legata ai prodotti di origine animale e di tracciabilità, ma cosa significa esattamente?

CITES è la Convenzione per il commercio internazionale delle specie animali e vegetali a rischio, anche conosciuta come Convenzione di Washington. L'idea dell'accordo è stata concepita nel 1973 , ma quest'ultimo è effettivamente entrato in vigore solo il 1 luglio 1975, inizialmente sottoscritto da 80 Paesi.
Oggi CITES garantisce diversi gradi di protezione a più di 35.000 specie appartenenti a flora e fauna.

Considerato che il commercio di animali selvatici e piante non conosce confini, la cooperazione internazionale è essenziale in termini di regolamentazione. Dal momento della sua fondazione, la Convenzione è stata appoggiata da 182 Paesi nello sforzo congiunto di proteggere le specie a rischio attraverso il monitoraggio del commercio globale di animali, vegetali e derivati, al fine di assicurare che il loro approvvigionamento non ne minacci la sopravvivenza.

CITES ha inoltre ratificato una lista di specie a rischio il cui commercio è strettamente proibito anche nella forma di derivati. L'accordo coinvolge parimenti piante (ad esempio alcuni tipi di cactus e orchidee), animali (rettili, corallo, lumache...) e derivati come l'avorio e le conchiglie.
Gli accordi CITES abbracciano diverse aree del commercio internazionale, passando dalla trasmissione di piante e animali vivi fino ai prodotti della natura selvaggia in termini di cibo (es. caviale), oggetti in legno (es. strumenti musicali), medicinali (es. piante officinali) e souvenir.

CITES ha reso il commercio di tali prodotti estremamente controllato, facendo sì che numerosi portali di vendita online li escludessero dai propri processi di compravendita. Per vendere e comprare oggetti fabbricati con pelli esotiche, ad esempio, oggi è richiesto un apposito tagliando che certifichi la protezione della specie.
Con poche eccezioni (ed esempio i prodotti confezionati prima del 1973), vendere questo tipo di oggetti può essere rischioso ed è spesso raccomandabile consultare un esperto del settore prima di intraprendere qualsiasi iniziativa. Anche quando un prodotto è stato acquistato legalmente, infatti, il certificato CITES dev'essere sempre tenuto a disposizione per provare la legalità del possesso.

Numerose specie selvatiche coinvolte nell'odierno commercio internazionale non sono ancora a rischio, ma l'emergenza legata alla distruzione degli habitati e ad altri fattori preoccupanti fa sì che vadano tenute sotto controllo. Da qui l'importanza della tracciabilità e dell'esistenza di una Convenzione forte come CITES, assolutamente impagabile per quanto riguarda la salvaguardia delle risorse e la loro conservazione per le generazioni future.