Bullwhip / Whiplash Effect: la distorsione delle informazioni lungo la supply chain

Una catena di approvvigionamento è composta da numerosi stadi e attori. Quando gli stakeholders non sono in grado di comunicare e lavorare correttamente, quindi, la possibilità di errore pyò aumentare in modo esponenziale. Uno dei problemi che emergono più facilmente dalla mancanza di comunicazione e da una disorganizzazione diffusa è il Bullwhip Effect, anche conosciuto come “effetto frusta”, un fenomeno che osserveremo più a fondo nel corso dell’articolo.

Il Bullwhip Effect (o Whiplash Effect) può essere descritto come la situazione in cui gli ordini inviati alla manifattura e ai fornitori presentano un tasso di variabilità sproporzionato rispetto alle effettive vendite ai clienti finali. Questa variabilità, che nasce a partire dalla fascia più bassa della supply chain, si ripresenta in maniera esplosiva negli stadi successivi.

In altre parole, più risaliamo la supply chain, più è probabile che gli attori sovrastimino (o sottostimino) l’effettiva domanda di prodotto, causando fluttuazioni significative e rischiose.

Whiplash Effect: un esempio pratico.

Facciamo finta che un cliente chieda al proprio venditore di fiducia 7 unità di prodotto (ad esempio 7 ombrelli). Per avere abbastanza prodotti per soddisfare le domande della clientela, il venditore coinvolto nella transazione potrebbe decidere di ordinare 10 ombrelli. Il suo fornitore, a questo punto, sarà facilmente indotto ad acquistare 15 unità con l’obiettivo di mantenere le proprie scorte, o nel tentativo di strappare al proprio fornitore un prezzo più conveniente.

Per gli stessi motivi, ricevendo l’ordine, il produttore di ombrelli potrebbe decidere di ordinare il materiale necessario in stock, e di produrre 30 ombrelli.

Questo processo, considerato nella sua interezza, ci mostra come a fronte di una richiesta iniziale di 7 ombrelli sia possibile ritrovarsi con 30 articoli – ben 23 unità in più rispetto alla domanda effettiva.

L’ultimo stadio di questo processo è che, come risultato della sovrapproduzione, il rivenditore sarà costretto ad abbassare i prezzi per aumentare la domanda e riuscire a smaltire i prodotti in eccesso.

Il Bullwhip Effect rappresenta uno dei più comuni problemi che i gestori della supply chain si trovano ad affrontare. Per prevenirlo, di conseguenza, è necessario tenere conto di tutti i fattori che contribuiscono a crearlo.

Di seguito riportiamo una lista delle maggiori questioni da tenere in considerazione:

Mancanza di comunicazione

Tutti gli anelli che compongono la catena di approvvigionamento dovrebbero essere in grado di comunicare rapidamente, in maniera efficiente e agevole così da evitare percezioni distorte della domanda effettiva.

Politiche di reso gratuito

I consumatori potrebbero essere tentati di gonfiare consapevolmente la propria domanda a causa del senso di scarsità o di una prospettiva di convenienza (ad esempio ordinando due taglie dello stesso abito per scegliere quella giusta). Questa leggerezza può facilmente indurre i venditori a sovrastimare la domanda effettiva, e a ritrovarsi quindi con articoli in eccedenza.

Variazioni di prezzo

Gli sconti speciali e le svendite possono cambiare le normali abitudini di consumo di un gran numero di acquirenti. I compratori cercano di sfruttare al massimo la situazione e, dato che gli sconti vengono offerti soltanto per un breve periodo, gli stessi consumatori potrebbero inflazionare temporaneamente la domanda.

Ordini aggregati

Molte aziende accumulano le richieste dei propri clienti in modo da poter limitare il numero degli ordini da effettuare ai fornitori (ad esempio, limitandosi ad ordini settimanali o mensili). Di conseguenza, in certi momenti la richiesta di uno specifico prodotto apparirà crescente, mentre in realtà si tratta semplicemente di una percezione distorta frutto dell’accumulo di ordini.

Come sopra, questa informazione falsata può produrre stime errate rispetto alla domanda e alle sue fluttuazioni.

Dal momento che il Whiplash Effect è un problema comune all’interno della gestione della supply chain, dovremmo sforzarci di esaminare le origini del fenomeno con l’obiettivo di individuare strategie efficaci in grado di limitare i danni e rendere le nostre catene di approvvigionamento sempre più efficienti ed economicamente vantaggiose.