Blockchain e tracciabilità per l’industria tessile: una protezione in più per il Made in Italy

Blockchain e tracciabilità per l'industria tessile

Il MISE (Ministero per lo Sviluppo Economico) ha recentemente lanciato un progetto pilota che impiega la tecnologia blockchain come strumento chiave per la protezione dei prodotti Made in Italy. Il progetto è stato affidato all’IBM, e la compagnia americana di IT sta svolgendo uno studio di fattibilità teso a sviluppare un modello di riferimento dedicato ai prodotti tessili Made in Italy.

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I prodotti dei brand più famosi hanno un’alta probabilità di venire contraffatti non appena vengono immessi sul mercato. Tra il 2006 e il 2016 sono stati confiscati 310 milioni di prodotti falsamente dichiarati come Made in Italy. Sfortunatamente, il loro ingresso sul mercato è sufficiente per fornire una visione disturbante e un preoccupante segnale circa evasione fiscale, lavoro illegale, potenziale impiego di sostanze illegali e criminalità organizzata.

Nel 2017, il valore complessivo dei beni contraffatti ammontava a 294 milioni di euro, e l’industria dell’abbigliamento è risultata la più colpita dal fenomeno. Inoltre, nel 2017 l’Italia si è confermata come esportatore leader a livello mondiale di filati e tessuti, aggiudicandosi il 30% dei ricavi di settore. Per quanto concerne l’industria conciaria, nello stesso periodo gli italiani hanno prodotto il 20% della pelle presente in tutto il mondo.

Questi semplici dati dovrebbero essere sufficienti a spiegare perché la lotta alla contraffazione è finalmente diventata una questione di rilevanza capitale.

Il Progetto

Il progetto fa parte di un insieme di iniziative promosse dal MISE a supporto di un processo di digitalizzazione di massa mirato all’intero Paese. Il Ministero ha scelto di abbracciare un “approccio ecosistema” basato sul coinvolgimento di aziende e associazioni di settore con l’obiettivo di sviluppare la sinergia e lo scambio di conoscenze. Il progetto ha avuto inizio con un test di screening portato avanti da IBM e rapidamente seguito da una sessione di design thinking cooperativo che ha visto protagoniste le più importanti aziende del settore tessile.

Questo tipo di collaborazione ha permesso a IBM di avere una visione globale dei processi produttivi, della supply chain e delle relative problematiche. Il test di screening ha dimostrato che la migliore strategia protettiva per il Made in Italy passa per la trasparenza. Grazie alla Blockchain Technology, ogni passaggio della catena produttiva e della supply chain possono essere registrati in un “libro mastro universale” completamente scalabile, permanente e resistente alle manomissioni – e proprio questo è il motivo per cui il MISE ha deciso di lanciare il programma di Blockchain per la tracciabilità dei tessili.

Lo scopo del progetto è utilizzare la tecnologia per proteggere il Made in Italy attraverso un controllo costante lungo tutte le fasi della supply chain, un processo che potrebbe poi essere facilmente adattato per soddisfare le necessità di tanti altri settori, ad esempio quello agroalimentare.

Conclusioni

L’insieme delle caratteristiche del progetto sembra delineare un forte vantaggio al servizio del Made in Italy, sopratutto per quanto riguarda le piccole imprese che potranno beneficiare di un programma che le metterà in condizione di raggiungere alti livelli di reputazione senza dover sostenere costi considerevoli, proteggendo di conseguenza i loro prodotti dalla contraffazione.

Ancora una volta, la tecnologia Blockchain si è dimostrata un’alleata inestimabile: grazie a questo progetto gli autentici prodotti Made in Italy potranno essere riconosciuti sempre più facilmente, mentre le loro controparti falsificate potranno essere individuate con la stessa semplicità. L’etichetta del Made in Italy diventerà, probabilmente, più difficile da ottenere, ma in compenso questa nuova rigidità proteggerà qualità, trasparenza e verità – tre concetti che dovremmo tutti custodire e salvaguardare.