Bangladesh: l’RSC affronta la questione della sicurezza sul lavoro

Bangladesh: l'RSC affronta la questione della sicurezza sul lavoro

In Bangladesh una nuova organizzazione, il Readymade Sustainability Council (RSC), ha recentemente preso il controllo in campo di sicurezza sul lavoro per gli operai del settore tessile. Il nuovo ente prende il posto del vecchio Accord on Fire and Building Safety con l’obiettivo di ridurre il rischio di incidenti e prevenire le morti sul lavoro.

Attualmente lo Stato del Bangladesh sta promuovendo una massiccia campagna a favore della sicurezza sul lavoro. Tutto è iniziato nel 2013 con il collasso della fabbrica tessile di Dhaka (conosciuto anche con il nome di Incidente di Rana Plaza), quando un edificio commerciale di otto piani è crollato causando la morte di 1.134 operai, per la maggior parte giovani donne.

L’incidente ha guadagnato una forte attenzione internazionale e ha spinto i marchi europei che si riforniscono in Bangladesh a prendere una posizione. Il frutto di questo impegno congiunto si è tradotto nella creazione del Readymade Sustainability Council (RSC).

Per la nazione, l’RSC è un’iniziativa senza precedenti: grazie alla sinergia sviluppatasi tra l’industria della moda locale, i brand internazionali e i sindacati, il Consiglio è pronto a rendere il Bangladesh un posto più sicuro per gli operai del settore tessile.

A causa dei bassi salari, il Bangladesh in passato è riuscito a costruire la seconda potenza industriale mondiale nel campo della manifattura tessile (superata soltanto dalla Cina) impiegando circa 4 milioni di lavoratori. Grazie agli scambi commerciali tra Bangladesh e Paesi occidentali, oggi i capi confezionati costituiscono quasi il 16% del PIL nazionale, che ammonta a circa 34 miliardi di dollari americani.

I recenti accordi sono stati sottoscritti dai maggiori brand occidentali (come H&M e Benetton), i quali si sono impegnati a migliorare la sicurezza nelle fabbriche attraverso ispezioni mirate e sponsorizzazione di progetti dedicati.

Soltanto pochi mesi fa la Dottoressa Rubana Huq, PhD con una carriera da amministratrice delegata alle spalle, è diventata la prima Presidente della Bangladesh Garment Manufacturers and Exporters Association (BGMEA). La Dottoressa Huq ha affermato che assicurare gli standard ambientali e di sicurezza della moda Made in Bangladesh è un’azione cruciale, un risultato che dovrebbe essere raggiunto soprattutto attraverso “l’arte del monitoraggio”.

Per quanto concerne le relazioni internazionali, la Dottoressa Huq ha descritto come essenziale il fatto che l’RSC sia guidato congiuntamente dal governo, dai lavoratori e dai brand occidentali.

In questo momento il Readymade Sustainability Council sta affrontando tre questioni della massima importanza: monitorare la sicurezza sul lavoro in termini di protezione antincendio, impianti elettrici a norma e stabilità strutturale degli edifici; salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori e promuovere la sostenibilità ambientale migliorando il controllo sull’inquinamento e rafforzando le politiche di azione per il clima.

La Dottoressa Huq crede che riunire tutti i principali attori di settore al cospetto di un ente dedicato possa fornire le basi per “riallineare gli sforzi di sviluppo per guadagnare efficienza”, e questa azione potrebbe rivelarsi la chiave per far sì che il Bangladesh sviluppi un’industria della moda sempre più sicura.